





Il diario di Auray, Carnac and the Quiberon Peninsula
Camminare tra le pietre erette.
Migliaia di menhir allineati nella brughiera, un vecchio porto a graticcio ad Auray e una costa selvaggia battuta dall’Atlantico.
Al tuo ritmo
Riepilogo dell’identità
3 - 7 giorni
Primavera · Estate · Autunno
Auto consigliata
Litorale · Patrimonio · Natura
Accessibilità variabile
Ritmo dolce
Presentazione generale
Auray, Carnac and the Quiberon Peninsula
Tra Auray e la penisola di Quiberon, il Neolitico affiora ovunque. Intorno a Carnac, quasi tremila menhir eretti oltre cinquemila anni fa si allineano in file per chilometri, con dolmen e tumuli che proseguono fino alle rive del golfo del Morbihan; il complesso è Patrimonio dell’Umanità dal 2023. Il contrasto con la costa selvaggia di Quiberon, le sue scogliere e i suoi archi, e con il porto di Saint-Goustan, ad Auray, fa la ricchezza del soggiorno.
Si compone con la luce e il tempo. Gli allineamenti si percorrono al mattino, quando la foschia indugia ancora sulla brughiera; Locmariaquer e il suo grande menhir spezzato si visitano lungo la strada del golfo. Nel pomeriggio, la costa selvaggia si segue a piedi lungo il sentiero costiero fino alla pointe du Percho, prima di finire sulle banchine di Saint-Goustan all’ora dell’aperitivo. Fuori stagione gli allineamenti sono più accessibili e la costa più spettacolare, col maltempo.
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Auray dista circa tre ore da Parigi in TGV; d’estate il Tire-Bouchon, treno stagionale, arriva fino a Quiberon. L’unica strada della penisola si intasa a luglio e ad agosto: partire presto o prendere il treno. Il bagno è vietato sulla costa selvaggia a causa delle correnti. Tre giorni bastano; si può aggiungere Belle-Île, a meno di un’ora di barca da Quiberon, presentata nella sua destinazione.

Punti di forza e vincoli
Punti di forza
- Allineamenti di Carnac
- Costa selvaggia di Quiberon
- Porto di Saint-Goustan
Da sapere prima di scegliere
- Code verso Quiberon d’estate
- Bagno vietato sulla costa selvaggia
- Allineamenti recintati in stagione
Luoghi imperdibili
Una selezione per iniziare a sognare e organizzare il soggiorno — non un elenco esaustivo di tutto ciò che c’è da vedere.

Sito megalitico
Allineamenti di Carnac
Gli allineamenti di Le Ménec, Kermario e Kerlescan dispiegano per quasi quattro chilometri file di menhir, dai più modesti ai più massicci, alcuni alti oltre tre metri. Il loro significato resta dibattuto, il che ne accresce la forza. Per proteggere la brughiera, la maggior parte delle parcelle è chiusa da aprile a settembre e si scopre dai sentieri o in visita guidata, con partenza dalla Maison des mégalithes; da ottobre a marzo alcune si aprono ad accesso libero. Il tumulo di Saint-Michel offre una vista d’insieme.

Sito megalitico
Sito megalitico di Locmariaquer
All’ingresso del golfo del Morbihan, Locmariaquer riunisce tre monumenti in un unico sito: il grande menhir spezzato, che in piedi superava i venti metri e oggi giace in quattro pezzi, il tumulo di Er Grah e il dolmen della Table des Marchand, le cui lastre incise si vedono dall’interno. Qui si misura la potenza delle società neolitiche che eressero e spostarono questi blocchi. La visita, a pagamento, dura circa un’ora; proseguire fino alla pointe de Kerpenhir per la vista sull’ingresso del golfo.

Sentiero costiero
Costa selvaggia di Quiberon
Sul lato ovest della penisola, la costa selvaggia allinea scogliere di granito, calette di sabbia e archi scavati dall’Atlantico, il più noto dei quali è quello di Port-Blanc. Un sentiero costiero la segue per una decina di chilometri, a picco sulle onde. Lo spettacolo è più forte con vento di ponente, in autunno e in inverno. Il bagno è vietato, perché le correnti sono pericolose, e ci si tiene lontani dal bordo delle scogliere. Finire alla pointe du Percho, da cui si vedono l’istmo e le due rive.

Porto e quartiere antico
Porto di Saint-Goustan
Sotto Auray, sulle rive del fiume Loc’h, Saint-Goustan è l’antico porto della città: una banchina di granito, un vecchio ponte di pietra e la place Saint-Sauveur fiancheggiata da case a graticcio. Benjamin Franklin vi sbarcò nel dicembre 1776, venuto a cercare l’appoggio della Francia per gli insorti americani. Si attraversa il ponte, si passeggia sulla banchina, poi ci si siede a un tavolino all’aperto con l’alta marea, quando le barche galleggiano. Il quartiere è molto frequentato nelle sere d’estate.
Consigli pratici
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